venerdì 6 marzo 2020

Buone letture

Se vogliamo concederci qualche buona lettura sul tema, magari su carta, perchè si legge con più calma e attenzione, ecco qualche proposta."Metti via quel cellulare" del giornalista Aldo Cazzullo. Quante volte abbiamo detto questo frase ai nostri figli. Cazzullo scrive ai suoi figli, e figli replicano. Libro leggero che ha il pregio di mettere in luce il punto di vista dei giovani.
Sembra in risposta a Cazzullo è stato pubblicato quest'altro libro, più argomentato ma di piacevole lettura: "Tienilo acceso" di Vera Gheno e Bruno Mastroianni (Editrice Longanesi). Sottotitolo: "Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello". È un libro che, come scrivono gli autori, «parla di noi, persone, connesse tramite i social network con le parole». 
Anche chi crede di avere capito qualcosa del mondo digitale, troverà estremamente prezioso "Non è mai troppo presto" di Lorenzo Lattanzi (Aracne Editore). Insegnante, educatore e vicepresidente nazionale dell'Aiart, ha realizzato una delle guide più importanti «per ripensare l'educazione nell'era digitale». Chi educa sa benissimo che per farlo bene occorrono due cose fondamentali, impegno e amore. Ed entrambe permeano ogni pagina di questo lavoro. Leggendolo scoprirete non solo qual è il contributo delle scienze cognitive per educare nell'era digitale ma anche quanto sia un'illusione quella dei cosiddetti «nativi digitali, quale debba e possa essere il ruolo della scuola e quello di genitori ed educatori».
Se la parte che Lattanzi dedica alle scienze cognitive vi avrà appassionato, non lasciatevi sfuggire "L'illusione della conoscenza" (Raffaello Cortina Editore) degli scienziati cognitivi Steven Sloman e Philip Fernbach. Il sottotitolo è "perché non pensiamo mai da soli". Se dovessi riassumerne il contenuto in uno slogan sceglierei «perché non pensiamo come crediamo e perché non siamo intelligenti come pensiamo».
Per chi sospetta che la Rete sia anche un grande meccanismo di sorveglianza, troverà pane per i suoi denti (e i suoi sospetti) nel lavoro di Shoshana Zuboff "Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri" (Luiss editore). Come molti americani che scrivono su questi temi la Zuboff appare a volte un po' catastrofista, ma è indubbio che ciò che scrive non sia solo frutto di fantasie. 


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