martedì 31 marzo 2020

Condividere una connessione mobile tramite hotspot o tethering su Android

Puoi succedere di dover lavorare o comunque aver necessità di connessione da PC o Tablet ma non essere in casa, quindi non avere a disposizione la rete WiFi. Come fare? D’altro canto oggi abbiamo a disposizione offerte di connessione dati su telefono molto corpose, anche 50 Gb, che potrebbero bastare per ogni nostro uso, in casa e fuori casa. Vediamo come fare per condividere la connessione del telefono.
Condividere una connessione mobile tramite hotspot o tethering su Android
In mancanza di una rete WiFi è possibile utilizzare la connessione dello smartphone per connettere a Internet un tablet o un pc. Per questo tipo di condivisione della connessione puoi utilizzare il tethering o un hotspot presente sulla maggior parte dei telefoni Android o iPhone.
Passaggio 1: attiva l'hotspot del telefono
1. Apri Impostazioni sul telefono.
2. Entra in Connessioni o Rete, Internet Hotspot o Tethering  Hotspot Wi-Fi.
3. Attiva Hotspot Wi-Fi.
4. Per controllare o modificare un'impostazione di Hotspot, come il nome o la password entra nel menu dei tre puntini in alto a destra. Se necessario, tocca prima Configura hotspot Wi-Fi. Per esempio immaginiamo di impostare come nome di rete “ROMINA” e password: 30marzo
Passaggio 2: connetti un altro dispositivo all'hotspot del telefono
1. Sull'altro dispositivo entra nelle reti WiFi e scegli la rete ROMINA e inserisci password 30marzo
2. Fai clic su Connetti.
Puoi condividere i dati mobili del telefono con più dispositivi (al massimo 10).


G Suite e Classroom FAQ

G Suite  è una suite di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione, offerta in abbonamento da Google. In particolare la versione offerta alle scuole è denominata G Suite for Education è fornita gratuitamente e ogni account ha spazio di archiviazione illimitato.
Include moltissime app in comune con i normali utenti di Google, GMail, Drive, Documenti, Fogli, Presentazioni e molto altro. In particolare alcuni servizi come Classroom sono specifici per gli istituti scolastici.
Sembra che 1 abitante su 5 del mondo abbia un account Google. Tutto gratis? Apparentemente si.
Ma non è di privacy che vi voglio parlare oggi, piuttosto di un'ottima pagina web di un istituto superiore della provincia di Siracusa,  contenete un esauriente elenco di FAQ (le domande più frequenti) sull'uso scolastico di G Suite ma più in particolare di Classroom. 

lunedì 30 marzo 2020

Classroom, gestione delle notifiche via mail

Sempre sollecitato da voi colleghe/i mi soffermo un attimo sulla gestione delle mail di notifica ai lavori di classroom. Quando siamo sulla home page di classroom (la pagina da cui vediamo tutti i corsi) in alto a sinistra troviamo un menù con le tre linee orizzontali. Entrate, in fonodo trovate impostazioni, e da li potete gestire le notifiche con molta precisione. Come potete vedere ci sono vari livelli e tipi di notifiche, potete gestirle a piacimento, facendo anche delle prove. 
Guardate il video

sabato 28 marzo 2020

Dettatura vocale, Goole Docs ci permette di scrivere… parlando!

La digitazione vocale è un potente strumento di Google Documenti. Io ve lo presento sta a voi insegnanti capire quale può essere l'uso in queste settimane di didattica a distanza.  Ci serve solo avere un paio di cuffiette con microfono (tutti le abbiamo con il telefono)ma se usiamo il pc portatile non c'è problema, è già dotato di microfono. 
Per poter sfruttare la dettatura vocale in Google Docs dobbiamo prima di tutto accedere al nostro account Google utilizzando Google Chrome. Lo strumento di dettatura infatti non funziona con gli altri browser. Entriamo nel nostro account e apriamo un documento. Abbiamo due possibilità: lo possiamo aprire direttamente dalle app (in alto a destra) oppure entriamo prima in Drive e poi apriamo di li (segno + in alto a sinistra). Questa seconda modalità ci consente di entrare prima nella cartella dove vogliamo archiviare il documento e quindi quando lo apriamo sarà già nel posto dove lo vogliamo archiviare.
Una volta aperto un nuovo documento Google Docs, apriamo il menu Strumenti e scegliamo la voce Digitazione vocale. Una volta selezionata questa funzione, a fianco del foglio bianco del documento troveremo lo strumento di dettatura vocale Google Docs. Attenzione: al primo utilizzo Google Chrome potrebbe chiederci un’autorizzazione per permettere alla pagina di usare il microfono. Naturalmente dobbiamo accettare, altrimenti non funzionerà.
Quando siamo pronti per iniziare a dettare, ci basta fare click sull’icona del microfono, così che il computer si metta in ascolto. La nostra parlata dovrà essere il più naturale possibile e non eccessivamente veloce, così da evitare che lo strumento di dettatura commetta degli errori (anche se in realtà riesce a trascrivere quasi perfettamente anche quello che diciamo parlando normalmente). Per interrompere la nostra dettatura dobbiamo semplicemente fare click nuovamente sul simbolo del microfono, la cui icona a questo punto sarà rossa, ad indicare che il microfono è in funzione.
Il sistema di digitazione vocale si “spegne” da solo anche se non rileva voce per qualche tempo, ma è sempre meglio controllare manualmente. Ottenere il massimo dalla digitazione vocale di Google Docs Il servizio principale (e più utile) è ovviamente quello di dettatura delle parole. Tuttavia previsti anche i comandi per la punteggiatura. Possiamo dire per esempio punto o virgola per ottenere questi due segni di punteggiatura, oppure nuova riga se desideriamo andare a capo.
Tutto questo ci semplifica la vita e ci consente di redigere i nostri testi in maniera più veloce, senza dover battere a mano ogni singola parola. La lingua di dettatura è impostata in modo predefinito seguendo quella del nostro account di Google, quindi con ogni probabilità sarà l’italiano. Possiamo comunque scegliere di modificarla, aprendo il menù a tendina che si trova subito sopra l’icona del microfono e selezionando quella in cui desideriamo parlare.
Lo strumento che stiamo imparando ad utilizzare può essere sfruttato anche insieme alla scrittura tradizionale. Possiamo dettare alcune frasi, scriverne altre, e sistemare manualmente gli errori commessi dallo strumento, che per la verità sono piuttosto rari se parliamo in modo naturale.
Guardate il Video e Buon Lavoro



venerdì 27 marzo 2020

Test, Quiz, Verifiche con Google Moduli

Con la scuola a distanza che si prolunga prima o poi bisogna anche pensare alla valutazione degli allievi. Possiamo ipotizzare varie modalità: dalle interrogazioni in colloquio diretto con Meet, alla valutazione dei compiti assegnati, svolti e restituiti, oppure a verifiche e test. 
Questi ultimi possono essere facilmente prodotti e assegnati con i Moduli di Google, una funzionalità nata per creare un questionario o sondaggio che è stata facilmente convertita anche a modalità per fare un test.
Esistono molti buoni tutorial su youtube, ve ne propongo alcuni.


Da non perdere un secondo video (solo 7') di Jessica Redeghieri, da quel che ho visto, l'unica a proporci una modalità di svolgimento da casa "a tempo" molto utile.  Cosa significa? Ci propone di avvisare nei giorni precedenti gli allievi che, per esempio, il 1° aprile alle ore 10 ci sarà il test di Matematica. L'insegnante prepara il test e ne "programma" l'uscita per il 1° aprile alle ore 10. La programmazione si fa in classroom nel menu a tendina del tasto "assegna". infine nella scadenza si inserisce data 1°aprile e ora 10.30 se per esempio desideriamo dare 30' minuti di tempo massimo per svolgere il test.

giovedì 26 marzo 2020

Google Meet cambia le impostazioni del microfono e della videocamera

Prima della epidemia nessuno di noi usava Meet, generalmente non era necessario. Oggi raccoglie le nostre lezioni da casa, ci permette di tornare in contatto con gli allievi, ci permette di fare il consiglio di classe, ci obbliga a parlare uno alla volta (che bello).
Ne apprezziamo soprattutto la facilità d'uso, si sa gli insegnanti non sempre sono nativi digitali, ma faticosamente si sono o si stanno riconvertendo alle nuove tecnologie, oggi per necessità impellente.
In queste prime settimane abbiamo imparato a conoscerlo, ad usarlo, a vederne anche alcuni limiti che sono appena stati corretti (ringraziamo Google).
In particolare voglio parlarvi dei "privilegi" che sono stati concessi a chi convoca l riunione (il video la chiama la "stanza"). E' successo che nei primi incontri gli allievi siano stati presi dallo loro naturale esuberanza e abbiano un po' "giocato" spegnendosi camera e microfono a videnda.
Ecco ora non è più possibile, Google è corso ai ripari, e solo l'insegnante può spegnere camera e microfono ai partecipanti.
Guarda il video


mercoledì 25 marzo 2020

Condivisione file da Smartphone

Se l'insegnante assegna un compito che deve essere restituito sotto forma di audio o video e supera le normali dimensioni perchè molto lungo,  come può l'allievo condividerlo, specie se lavora da smartphone?
La via migliore è condividere il file su drive, quindi l'allievo lo manda sul proprio Drive, successivamente entra in Drive e lo condivide con l'insegnante. 
Guardate il video


martedì 24 marzo 2020

Google Classroom da Smartphone

Google Classroom permette di fare (quasi) tutto quello che si fa in una classe normale, ma a distanza e non è necessario il pc: tramite la versione app basta uno smartphone per mettere in contatto professori e alunni.
Con la chiusura delle scuole prorogata chissà fino a quando, gli istituti italiani devono ricorrere alle piattaforme e-learning per proseguire il lavoro. Non essendoci un sistema nazionale, ogni scuola (e ogni insegnante) ha cercato il modo migliore per continuare con la didattica a distanza. Alcuni registrando podcast o video su youtube, o assegnando compiti via mail. Altri, per mantenere il contatto ‘diretto’ con la classe (anche se a distanza) si sono affidati alle piattaforme come Google Classroom, WeSchool e Moodle, che permettono di interagire anche semplicemente con lo smartphone. 

Il nostro istituto aveva già attivato la Suite di Google e quindi è stato naturale proseguire su questa strada in questo momwento di emergenza. Classroom fa parte del “pacchetto” G Suites for Education, che riunisce diversi strumenti dedicati all’educazione.

Come si usa? Per utilizzarlo, bisogna avere un indirizzo di posta Gmail specifico per la scuola, per il nostro istituto ha la forma nome.cognome@icverzuolo.it. Funziona da computer, da smartphone e da tablet, sia Apple che Android. Una volta entrati, il sistema chiede all’utente è un docente o uno studente: per gli insegnanti si apre una schermata dove possono creare i corsi, specificando materia, nome e classe. A quel punto, viene generato un codice (che si vede nella sezione ‘Stream’) da inviare a tutti gli alunni per ‘entrare’ nella classe digitale: basta inserirlo nella sezione ‘Iscriviti a un corso’ per partecipare alle lezioni e interagire.

Cosa permette di fare? Si possono assegnare compiti, con una scadenza, e correggerli virtualmente, assegnando i voti. Nella sezione ‘Stream‘, la bacheca, si può comunicare con gli studenti e condividere avvisi e comunicazioni con tutti. Nella sezione ‘Lavori del corso‘ si possono caricare appunti e documenti divisi per argomento, da condividere con tutta la classe, che verranno archiviate in Google Drive. Si possono anche aprire delle vere e proprie videolezioni tramite l’app Hangouts Meet. Bastano le cuffie (o gli auricolari se si usa da smartphone) per collegarsi simultaneamente in video e poter interagire.

In questo video in particolare vediamo come si opera dallo smartphone.


sabato 21 marzo 2020

Google Classroom

Noi insegnati siamo abituati ad usare Google Classroom lato docente, ma vediamo come operano gli allievi su questa app e quali possibilità hanno nell'esecuzione e restituzione del compito assegnato: ci aiuterà a sciogliere alcuni dubbi che in questi giorni sono stati esposti.
Guardate il tutorial

mercoledì 18 marzo 2020

Mappe Mentali con MindMeister

Una mappa mentale è una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti. Il fine consiste nell’implementare la memoria visiva e quindi la memorizzazione di concetti e informazioni in sede di richiamo. Per queste ragioni le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento, come supporto all’elaborazione del pensiero e alla creatività, come ausilio nell’orientamento personale e nella costituzione di gruppi di lavoro. (Wikipedia)

Le mappe mentali possono essere utili a sviluppare concetti, allenare la memoria, organizzare appunti, individuare criticità, organizzare in modo creativo idee e progetti e aiutarti sia in ambito professionale che personale. La mappa mentale è la rappresentazione in forma grafica di un pensiero. Ogni suo elemento è collegato a un altro gerarchicamente attraverso associazioni rappresentate preferibilmente da immagini fantasiose e colorate, proprio per stimolare la creatività, la memoria e l’intuizione.
Un altro vantaggio delle mappe mentali è il risparmio di tempo perché con la mappatura delle informazioni si può imparare più facilmente. Basta anche un foglio e una penna per realizzare una mappa mentale, ma oggi puoi trovare molte risorse online anche gratuite, come ad esempio MindMeister, che è anche applicazione per iOS e Android. MindMeister è considerato il miglior software online per le mappe mentali attualmente sul mercato. Con la sua pluripremiata versione online e le sue applicazioni mobile gratuite per iPhone, iPad ed Android, gli utenti hanno sempre a disposizione le proprie mappe mentali a scuola, a casa in ufficio ed in qualsiasi momento.
Gli utenti di GSuite possono trovarlo fra le app sul tasto in alto a destra (verso il fondo scorrendo con la rotelal del mouse). E' possibile installarlo anche come componente aggiuntivo di google documenti come vedete nel tutorial 1. Possono usarlo gli insegnanti con gli alunni ma possono anche usarlo gli alunni per svolgere una compito.
Imparate ad usarlo guardando i tutorial (altri potete sempre trovarli su youtube)
Buon lavoro

venerdì 13 marzo 2020

Creare video didattici con Loom

Un'altra interessante App per videolezioni didattiche è Loom Video Recorder, un'estensione per Google Chrome che consente di catturare in video tutto ciò che accade all’interno del browser. L’applicativo, completamente gratuito, è semplicissimo da utilizzare e non richiede lente o complicate configurazioni.
Si può catturare ccontemporaneamente il viso di chi parla e il desktop, solo il desktop, oppure solo il viso. 
L'installazione come al solito si fa andando in alto a sinistra cliccando APP, poi in basso a destra web store, oppure facendo la ricerca Chrome Web Store. Dopo la sua installazione, l’utente con un solo clic può iniziare a registrare una scheda, il desktop, un flusso video proveniente da webcam o il microfono. Un secondo clic consente di terminare l’acquisizione di immagini o di mettere in pausa la registrazione in corso.
Loom genererà istantaneamente un video in qualità HD condivisibile tramite un semplice URL. In alternativa il filmato può essere incorporato in qualsiasi pagina web o scaricato in formato MP4. Lo spazio è illimitato ed i filmati possono raggiungere tranquillamente l’ora.
Tra le funzioni aggiuntive Loom permette di metter in pausa e riprendere in qualsiasi momento la registrazione ed ancora consente di mostrare, in un angolo, le riprese di un secondo flusso audio/video come una webcam, ad esempio. Utile, gratuito e solo per Google Chrome.

Tutorial Loom

mercoledì 11 marzo 2020

Le estensioni di Google Chrome

Uno dei principali punti di forza di Chrome, il celebre browser prodotto da Google, è rappresentato dalla possibilità di personalizzare il programma con le estensioni, ossia della APP che consentono di ampliarne le funzionalità. Utilizzando i componenti aggiuntivi presenti sul Chrome Web Store, è possibile ricevere le notifiche dai propri account social, ottimizzare la visualizzazione delle pagine Web, catturare screenshot, scaricare file da Internet in maniera organizzata e molto altro ancora.
Ce ne sono davvero per tutti i gusti: da quelle dedicate alla tutela della privacy a quelle per la produttività, da quelle social a quelle per l’ottimizzazione delle prestazioni. Mi raccomando però: installa solo quelle che ritieni più utili per il tuo lavoro, altrimenti rischi di appesantire inutilmente il browser oberando di lavoro CPU e RAM.
Le estensioni sono usabili solo sul Chrome versione desktop e non da smartphone e tablet.

venerdì 6 marzo 2020

Buone letture

Se vogliamo concederci qualche buona lettura sul tema, magari su carta, perchè si legge con più calma e attenzione, ecco qualche proposta."Metti via quel cellulare" del giornalista Aldo Cazzullo. Quante volte abbiamo detto questo frase ai nostri figli. Cazzullo scrive ai suoi figli, e figli replicano. Libro leggero che ha il pregio di mettere in luce il punto di vista dei giovani.
Sembra in risposta a Cazzullo è stato pubblicato quest'altro libro, più argomentato ma di piacevole lettura: "Tienilo acceso" di Vera Gheno e Bruno Mastroianni (Editrice Longanesi). Sottotitolo: "Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello". È un libro che, come scrivono gli autori, «parla di noi, persone, connesse tramite i social network con le parole». 
Anche chi crede di avere capito qualcosa del mondo digitale, troverà estremamente prezioso "Non è mai troppo presto" di Lorenzo Lattanzi (Aracne Editore). Insegnante, educatore e vicepresidente nazionale dell'Aiart, ha realizzato una delle guide più importanti «per ripensare l'educazione nell'era digitale». Chi educa sa benissimo che per farlo bene occorrono due cose fondamentali, impegno e amore. Ed entrambe permeano ogni pagina di questo lavoro. Leggendolo scoprirete non solo qual è il contributo delle scienze cognitive per educare nell'era digitale ma anche quanto sia un'illusione quella dei cosiddetti «nativi digitali, quale debba e possa essere il ruolo della scuola e quello di genitori ed educatori».
Se la parte che Lattanzi dedica alle scienze cognitive vi avrà appassionato, non lasciatevi sfuggire "L'illusione della conoscenza" (Raffaello Cortina Editore) degli scienziati cognitivi Steven Sloman e Philip Fernbach. Il sottotitolo è "perché non pensiamo mai da soli". Se dovessi riassumerne il contenuto in uno slogan sceglierei «perché non pensiamo come crediamo e perché non siamo intelligenti come pensiamo».
Per chi sospetta che la Rete sia anche un grande meccanismo di sorveglianza, troverà pane per i suoi denti (e i suoi sospetti) nel lavoro di Shoshana Zuboff "Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri" (Luiss editore). Come molti americani che scrivono su questi temi la Zuboff appare a volte un po' catastrofista, ma è indubbio che ciò che scrive non sia solo frutto di fantasie. 


giovedì 5 marzo 2020

Screencast-O-Matic, come registrare una video lezione

Uno screencast è una registrazione digitale dell’output dello schermo. […] Un insieme di fotogrammi, registrato in un video, di ciò che l’utente visualizza sul proprio monitor.
Normalmente lo screencast è accompagnato dalla voce di chi effettua la dimostrazione con le spiegazioni di quello che si vede a video. Talvolta e’ inclusa anche una finestra con il volto del “presentatore” e talvolta una colonna sonora.
Far vedere in un video ciò di cui stiamo parlando è indubbiamente un grande ausilio alla spiegazione, specie in informatica. Pensate a tutti i tutorials che si vedono in Rete e che ci fanno vedere direttamente le operazioni da compiere per risolvere un problema o per guidarci in un compito complesso. Lo stesso principio viene usato da molti insegnanti per creare delle presentazioni più vive e coinvolgenti per i propri studenti, ai quali inviano video di approfondimento di ciò che viene spiegato in classe, oppure rispiegazioni guidate per chi ha difficoltà (come i DSA). Se l’alunno non capisce preme pausa e torna indietro, guarda ed ascolta di nuovo e, si spera, possa apprendere in maniera più facile.
Screencast-O-Matic è una web application di utilizzo immediato (disponibile anche come software per Windows e Mac) che ci permette di registrare tutto ciò che succede sul nostro schermo, registrando anche l’audio che viene dal nostro microfono ed aiuta chi guarda a seguire le varie operazioni che si susseguono sottolineando i passaggi del mouse ed i suoi click nelle varie parti della finestra. Come spesso accade ci sono due versioni: una gratis ed una premium a pagamento che ha comunque un costo contenutissimo: 15$ l’anno. La prima permette di registrare fino a 15 minuti di video, mentre la seconda non ha limiti di tempo ed offre anche degli strumenti di editing e la possibilità di disegnare e zoomare sullo schermo durante la registrazione. Vedrete che comunque la versione free andrà benissimo per la maggior parte degli utilizzi.

Argo Did Up Didattica a Distanza

Con lo l'emergenza CoronaVirus e la sospensione delle lezioni, il nostro registro elettronico ArgoDidup ha creato una apposita sezione per facilitare l'assegnazione del lavoro a casa agli studenti.

Che cos'è un MOOC?

I MOOC sono corsi online gratuiti o a pagamento aperti a chiunque e organizzati da università o aziende private. Si può frequentare un MOOC da qualunque parte del mondo: è sufficiente disporre di una connessione Internet e di un indirizzo email, necessari per effettuare l'iscrizione alla piattaforma MOOC desiderata.
Il termine MOOC è stato coniato nel 2008 dallo scrittore e ricercatore George Siemens in occasione di un open course dal titolo Connectivism and Connective Knowledge a cui hanno partecipato, attraverso la rete e in maniera gratuita, 2.300 utenti.
Cosa significa l'acronimo MOOC?
  • Massive: può partecipare un numero elevato di persone contemporaneamente
  • Open: tutti possono iscriversi e frequentare, non è richiesto alcun requisito, i materiali didattici forniti non hanno copyright e possono essere condivisi
  • Online: i corsi si svolgono solo su piattaforme virtuali attraverso la rete e non in aule fisiche
  • Course: ogni percorso formativo si articola in un corso, eventualmente suddiviso in più sessioni.

Questi corsi rappresentano una modalità flessibile di acquisizione di nuove abilità e conoscenze, attraverso un'esperienza di apprendimento continuo. Una volta iscritti non c'è alcun obbligo di portare a termine il percorso formativo ed è possibile abbandonarlo in qualsiasi momento.
In generale, possono essere utili alla fruizione dei MOOC:
  • sufficienti competenze digitali
  • conoscenza delle lingue (la maggior parte sono in inglese)
  • buon grado di motivazione personale
  • capacità di autogestione nello studio.

I corsi possono svolgersi in un determinato periodo dell'anno o essere sempre fruibili: si può decidere in maniera autonoma quando collegarsi e quanto tempo dedicarvi (modalità self-paced). È inoltre possibile seguire più corsi contemporaneamente. In alcuni casi sono anche previste lezioni in diretta, in cui è possibile interagire con i docenti per fare domande e chiarire eventuali dubbi. Le piattaforme MOOC offrono un'ampia gamma di corsi che toccano varie discipline: ogni argomento può essere affrontato a differenti livelli, così da agevolarne l'apprendimento.
È possibile trovare online i MOOC più adatti alle propri interessi ed esigenze.
Per ciascun corso sono indicati:
  • obiettivi
  • programma delle lezioni
  • modalità e durata di svolgimento
  • strumenti e materiali a disposizione.

Oltre ai test finali, possono esserci valutazioni intermedie e compiti da svolgere durante il periodo di frequenza. Attraverso i MOOC è infatti possibile ottenere crediti universitari, attestati professionali e certificazioni di superamento esami da alcune delle più prestigiose università e aziende del mondo, utili da inserire nel proprio curriculum vitae o nel profilo LinkedIn.

Link utili:

Cos’è un Webinar?

Il termine webinar deriva dall’unione delle parole web e seminar. Si tratta di una modalità di insegnamento nuova, che permette a più persone di collegarsi via internet per partecipare a una lezione interattiva in un giorno e ora stabiliti. Durante la sessione, il partecipante ascolta il relatore che illustra slides e documenti in diretta.
Come funziona?
Partecipare ad un webinar è semplicissimo, non occorre alcuna competenza tecnica. E’ sufficiente collegarsi da un computer con accesso ad internet.
Il partecipante riceve una email contenente un link ed in pochissimi passaggi potrà registrarsi al webinar.
Perché è interattivo?
In una chat apposita gli iscritti possono interagire chiedendo chiarimenti al relatore che risponde in viva voce o in chat.
Posso avere le slides?
I materiali della sessione formativa saranno messi a disposizione dei partecipanti che li riceveranno nella email a fine corso.

Cos’è Google Classroom?

In tempi di chiusura delle scuole può essere utile rispolverare un valido strumento purtroppo di solito non adeguatamente sfruttato.
Classroom è un servizio web gratuito per le scuole, uno strumento di Google per la creazione e la distribuzione di materiale didattico, l’assegnazione e la valutazione di compiti e incarichi in modalità on line e in condivisione con gli studenti.
Google Classroom nasce nel 2014 come funzionalità di G Suite for Education, è quindi una app specifica per le scuole.
Dal PC accediamo al nostro profilo, cerchiamo Google Classroom nel menù a cui si ha accesso con l’icona quadrata fatta di quadratini in alto a destra, troverete l’icona cliccando sulla scritta “Altro”.
Ora cliccando su + potrete accedere ai corsi a cui siete stati invitati digitando il codice ricevuto.
Ancora più comodo l'uso da smartphone e tablet, scaricando Classroom dal Play Store. Naturalmente bisogna inserire sul dispositivo che si sta usando l'account scolastico con la sua password.
Buon Lavoro
APP CLASSROOM SUL PLAYSTORE

Guarda qualche video:
https://youtu.be/sQICuQGHfBc
https://youtu.be/yOqrfHTW9XI
https://youtu.be/yc6zXxV36_g
(naturalmente su Youtube ne trovi molti altri)

Didattica a distanza

Con lo l'emergenza CoronaVirus e la sospensione delle lezioni, il Ministero dell'istruzione ha creato una sezione sul proprio sito istituzionale, in cui raccogliere le buone pratiche per la didattica a distanza.
Le istituzioni scolastiche, in autonomia,  come previsto dal Dpcm del 1 marzo 2020, ma avevano già iniziato anche prima, si sono mobilitate per riprendere il lavoro con gli alunni, seppur a distanza.
Da qui possibile accedere a strumenti di cooperazione, scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole, webinar di formazione, contenuti multimediali per lo studio, piattaforme certificate, anche ai sensi delle norme di tutela della privacy, per la didattica a distanza.