Puoi succedere di dover lavorare o comunque aver necessità di connessione da PC o Tablet ma non essere in casa, quindi non avere a disposizione la rete WiFi. Come fare? D’altro canto oggi abbiamo a disposizione offerte di connessione dati su telefono molto corpose, anche 50 Gb, che potrebbero bastare per ogni nostro uso, in casa e fuori casa. Vediamo come fare per condividere la connessione del telefono.
Condividere una connessione mobile tramite hotspot o tethering su Android
In mancanza di una rete WiFi è possibile utilizzare la connessione dello smartphone per connettere a Internet un tablet o un pc. Per questo tipo di condivisione della connessione puoi utilizzare il tethering o un hotspot presente sulla maggior parte dei telefoni Android o iPhone.
Passaggio 1: attiva l'hotspot del telefono
1.Apri Impostazioni sul telefono.
2.Entra in Connessioni o Rete, Internet Hotspot o Tethering Hotspot Wi-Fi.
3.Attiva Hotspot Wi-Fi.
4.Per controllare o modificare un'impostazione di Hotspot, come il nome o la password entra nel menu dei tre puntini in alto a destra. Se necessario, tocca prima Configura hotspot Wi-Fi. Per esempio immaginiamo di impostare come nome di rete “ROMINA” e password: 30marzo
Passaggio 2: connetti un altro dispositivo all'hotspot del telefono
1.Sull'altro dispositivo entra nelle reti WiFi e scegli la rete ROMINA e inserisci password 30marzo
2.Fai clic su Connetti.
Puoi condividere i dati mobili del telefono con più dispositivi (al massimo 10).
G Suite è una suite di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione, offerta in abbonamento da Google. In particolare la versione offerta alle scuole è denominata G Suite for Education è fornita gratuitamente e ogni account ha spazio di archiviazione illimitato.
Include moltissime app in comune con i normali utenti di Google, GMail, Drive, Documenti, Fogli, Presentazioni e molto altro. In particolare alcuni servizi come Classroom sono specifici per gli istituti scolastici.
Sembra che 1 abitante su 5 del mondo abbia un account Google. Tutto gratis? Apparentemente si.
Ma non è di privacy che vi voglio parlare oggi, piuttosto di un'ottima pagina web di un istituto superiore della provincia di Siracusa, contenete un esauriente elenco di FAQ (le domande più frequenti) sull'uso scolastico di G Suite ma più in particolare di Classroom.
Sempre sollecitato da voi colleghe/i mi soffermo un attimo sulla gestione delle mail di notifica ai lavori di classroom. Quando siamo sulla home page di classroom (la pagina da cui vediamo tutti i corsi) in alto a sinistra troviamo un menù con le tre linee orizzontali. Entrate, in fonodo trovate impostazioni, e da li potete gestire le notifiche con molta precisione. Come potete vedere ci sono vari livelli e tipi di notifiche, potete gestirle a piacimento, facendo anche delle prove.
La digitazione vocale è un potente strumento di Google Documenti. Io ve lo presento sta a voi insegnanti capire quale può essere l'uso in queste settimane di didattica a distanza. Ci serve solo avere un paio di cuffiette con microfono (tutti le abbiamo con il telefono)ma se usiamo il pc portatile non c'è problema, è già dotato di microfono.
Per poter sfruttare la dettatura vocale in Google Docs dobbiamo prima di tutto accedere al nostro account Google utilizzando Google Chrome. Lo strumento di dettatura infatti non funziona con gli altri browser. Entriamo nel nostro account e apriamo un documento. Abbiamo due possibilità: lo possiamo aprire direttamente dalle app (in alto a destra) oppure entriamo prima in Drive e poi apriamo di li (segno + in alto a sinistra). Questa seconda modalità ci consente di entrare prima nella cartella dove vogliamo archiviare il documento e quindi quando lo apriamo sarà già nel posto dove lo vogliamo archiviare.
Una volta aperto un nuovo documento Google Docs, apriamo il menu Strumenti e scegliamo la voce Digitazione vocale. Una volta selezionata questa funzione, a fianco del foglio bianco del documento troveremo lo strumento di dettatura vocale Google Docs. Attenzione: al primo utilizzo Google Chrome potrebbe chiederci un’autorizzazione per permettere alla pagina di usare il microfono. Naturalmente dobbiamo accettare, altrimenti non funzionerà.
Quando siamo pronti per iniziare a dettare, ci basta fare click sull’icona del microfono, così che il computer si metta in ascolto. La nostra parlata dovrà essere il più naturale possibile e non eccessivamente veloce, così da evitare che lo strumento di dettatura commetta degli errori (anche se in realtà riesce a trascrivere quasi perfettamente anche quello che diciamo parlando normalmente). Per interrompere la nostra dettatura dobbiamo semplicemente fare click nuovamente sul simbolo del microfono, la cui icona a questo punto sarà rossa, ad indicare che il microfono è in funzione.
Il sistema di digitazione vocale si “spegne” da solo anche se non rileva voce per qualche tempo, ma è sempre meglio controllare manualmente. Ottenere il massimo dalla digitazione vocale di Google Docs Il servizio principale (e più utile) è ovviamente quello di dettatura delle parole. Tuttavia previsti anche i comandi per la punteggiatura. Possiamo dire per esempio punto o virgola per ottenere questi due segni di punteggiatura, oppure nuova riga se desideriamo andare a capo.
Tutto questo ci semplifica la vita e ci consente di redigere i nostri testi in maniera più veloce, senza dover battere a mano ogni singola parola. La lingua di dettatura è impostata in modo predefinito seguendo quella del nostro account di Google, quindi con ogni probabilità sarà l’italiano. Possiamo comunque scegliere di modificarla, aprendo il menù a tendina che si trova subito sopra l’icona del microfono e selezionando quella in cui desideriamo parlare.
Lo strumento che stiamo imparando ad utilizzare può essere sfruttato anche insieme alla scrittura tradizionale. Possiamo dettare alcune frasi, scriverne altre, e sistemare manualmente gli errori commessi dallo strumento, che per la verità sono piuttosto rari se parliamo in modo naturale.
Con la scuola a distanza che si prolunga prima o poi bisogna anche pensare alla valutazione degli allievi. Possiamo ipotizzare varie modalità: dalle interrogazioni in colloquio diretto con Meet, alla valutazione dei compiti assegnati, svolti e restituiti, oppure a verifiche e test.
Questi ultimi possono essere facilmente prodotti e assegnati con i Moduli di Google, una funzionalità nata per creare un questionario o sondaggio che è stata facilmente convertita anche a modalità per fare un test.
Esistono molti buoni tutorial su youtube, ve ne propongo alcuni.
Da non perdere un secondo video (solo 7') di Jessica Redeghieri, da quel che ho visto, l'unica a proporci una modalità di svolgimento da casa "a tempo" molto utile. Cosa significa? Ci propone di avvisare nei giorni precedenti gli allievi che, per esempio, il 1° aprile alle ore 10 ci sarà il test di Matematica. L'insegnante prepara il test e ne "programma" l'uscita per il 1° aprile alle ore 10. La programmazione si fa in classroom nel menu a tendina del tasto "assegna". infine nella scadenza si inserisce data 1°aprile e ora 10.30 se per esempio desideriamo dare 30' minuti di tempo massimo per svolgere il test.
Prima della epidemia nessuno di noi usava Meet, generalmente non era necessario. Oggi raccoglie le nostre lezioni da casa, ci permette di tornare in contatto con gli allievi, ci permette di fare il consiglio di classe, ci obbliga a parlare uno alla volta (che bello).
Ne apprezziamo soprattutto la facilità d'uso, si sa gli insegnanti non sempre sono nativi digitali, ma faticosamente si sono o si stanno riconvertendo alle nuove tecnologie, oggi per necessità impellente.
In queste prime settimane abbiamo imparato a conoscerlo, ad usarlo, a vederne anche alcuni limiti che sono appena stati corretti (ringraziamo Google).
In particolare voglio parlarvi dei "privilegi" che sono stati concessi a chi convoca l riunione (il video la chiama la "stanza"). E' successo che nei primi incontri gli allievi siano stati presi dallo loro naturale esuberanza e abbiano un po' "giocato" spegnendosi camera e microfono a videnda.
Ecco ora non è più possibile, Google è corso ai ripari, e solo l'insegnante può spegnere camera e microfono ai partecipanti.
Se l'insegnante assegna un compito che deve essere restituito sotto forma di audio o video e supera le normali dimensioni perchè molto lungo, come può l'allievo condividerlo, specie se lavora da smartphone?
La via migliore è condividere il file su drive, quindi l'allievo lo manda sul proprio Drive, successivamente entra in Drive e lo condivide con l'insegnante.